fbpx

Perché il lievito madre liquido è sempre più presente nei laboratori artigiani

 In Domino news

Sono infinite le possibilità di sviluppo di questa antica strada della lievitazione naturale; molte sono legate alle tradizioni della panificazione, altre sono invece frutto di creatività ed innovazione di maestri panificatori che sanno inventare impasti e ricette di successo grazie all’utilizzo sapiente del lievito madre liquido.

Ma cos’è? Come funziona il lievito madre liquido?

Quali sono le differenze dal lievito madre solido?

Ne abbiamo recentemente parlato in un articolo intitolato Come controllare la fermentazione e la conservazione del lievito madre liquido e abbiamo notato un certo interesse alla materia da parte del nostro pubblico.

Va detto che una delle discriminanti più importanti è la qualità. Sì, perché se si vuole ottenere un impasto buono e con una fragranza superiore, non c’è dubbio, questa è la strada.

Questo elemento lievitante è infatti preferito da molti professionisti che cercano di differenziare il proprio prodotto (pane, dolci, focacce, etc…) da altri di qualità comune.

È difficile mantenere vivo il lievito madre liquido?

È una delle domande che chi non conosce bene questo prezioso ingrediente, si chiede sempre. Possiamo affermare che non è affatto facile.

Le problematiche sono molteplici. In particolare, ad esempio, la costanza della “coltivazione” è fondamentale. In questo senso, temperatura e umidità giocano un ruolo centrale. Ma anche il movimento è certamente un elemento imprescindibile.

Possiamo quindi dire che anche un week end fuori porta, ovvero una assenza prolungata dal proprio laboratorio, potrebbe compromettere l’integrità del lievito madre liquido.

MAMA

Ma allora il lievito madre liquido richiede la presenza costante di una persona?

In effetti fino a qualche anno fa avremmo dovuto affermare di sì, ma oggi giorno la tecnologia viene in aiuto e mette a disposizione del panificatore, del cuoco, del pasticcere, macchine per mantenere vivo il lievito madre senza dover accedere costantemente ai contenitori dove esso viene conservato.

Ma non solo. La tecnologia permette anche di ovviare a sbalzi di temperatura e di programmare un vero e proprio percorso di mantenimento per mettere al riparo da rischi di compromissione del lievito liquido.

Cosa propone DOMINO per gli artigiani che vogliono lavorare con il lievito madre liquido?

Domino, dopo tre anni di ricerca, è stata finalmente in grado di mettere sul mercato una linea completa di macchine per il mantenimento e la fermentazione del lievito madre liquido. Rigorosissimi test e l’intervento di consulenti tecnologhi di alto profilo, hanno dato alla luce “MAMA”, un vero gioiello di tecnica e tecnologia, di conoscenza e innovazione.

La linea di fermentatori MAMA è costituita da tre modelli distinti che abbracciano esigenze produttive diverse.

Mama 15 è la più piccola, dedicata ai piccoli laboratori, a chi produce quantità minime e ricerca la qualità. È in grado di trattare fino a 10Kg di lievito madre.

Mama 30 è la versione intermedia, ottima per i laboratori di medie dimensioni, con capacità utile di circa 17 Kg.

Mama 120 è invece la più grande, adatta a chi deve trattare grandi quantità di lievito madre liquido senza scadere di qualità. È in grado di contenere fino a 80 Kg di prodotto.

Con queste macchine, il lievito madre liquido non è più un problema grazie al software dedicato, in grado di supportare ogni esigenza, soprattutto la conservazione (fino a 72 ore consecutive senza necessità di manutenzione da parte del personale di laboratorio).

Diventa comprensibile come mai, sempre più artigiani – quelli che cercano la qualità del proprio prodotto di pasticceria o panificazione – scelgono il lievito madre liquido per migliorare la fragranza dei loro preziosi impasti.

Se volete approfondire l’argomento, capire quale MAMA è adatta al vostro laboratorio, o ricevere un preventivo immediato, contattateci subito.

Nome / Azienda (richiesto)

Email (richiesto)

Accetto le condizioni della Privacy

Richieste

Post suggeriti
domino impastatrici in laboratorio art-labnews 2020 tuff twintech